Voucher Inps Lavoro Domestico: come acquistare il voucher colf?

Per chi ha bisogno di lavoro domestico saltuario un’alternativa all’assunzione di colf, badanti, baby sitter è l’uso dei voucher INPS per colf. Ecco di cosa si tratta.

Voucher Inps Lavoro Domestico: come acquistare il voucher colf?

La disciplina dei voucher INPS lavoro domestico

La nuova disciplina del voucher INPS per colf e badanti è stata introdotta dal decreto legge 50 del 2017 che ha sostituito la vecchia normativa. La disciplina è stata completata e quindi è entrata in vigore con la circolare INPS 107 del 2017 e prevede per le famiglie la possibilità di acquistare il libretto di famiglia la cui funzione è regolarizzare i lavori domestici occasionali. Il libretto ha la funzione di un prepagato, quindi la famiglia lo acquista ed usa i voucher per pagare la colf.

Quanto costa un voucher colf?

Ogni voucher ha il valore di 10 euro e corrisponde al pagamento di un’ora di lavoro. L’ammontare di 10 euro è così ripartito: 8 euro vengono versati al lavoratore, mentre 2 euro hanno valore contributivo a favore della Gestione Separata INPS (1,65 euro), INAIL (0,25 euro) ed altri oneri contributivi.

Il libretto di famiglia è nominativo e prefinanziato, nel funzionamento è molto simile ad una carta prepagata. Può essere acquistato dalle famiglie presso Poste Italiane o presso l’INPS con l’uso dei servizi telematici. Dopo l’acquisto occorre ricaricare la carta con la somma di denaro desiderata. A questo punto di può inviare una comunicazione all’INPS e solo dopo si potrà iniziare ad usare il libretto di famiglia.

Per cosa utilizzare i voucher INPS?

Il libretto di famiglia non può essere utilizzato per tutte le tipologie di prestazioni di lavoro, ma solo per quelle indicate per legge e in particolare:

  • piccoli lavori domestici, incluso il giardinaggio;
  • assistenza a bambini (babysitter), anziani, persone con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare, si tratta delle classiche ripetizioni che in passato sfuggivano ad ogni tipo di controllo.

Il datore di lavoro una volta instaurato il rapporto di lavoro deve comunicare all’INPS i dati del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale, tipo di prestazione), il luogo in cui la prestazione si svolge, la natura e la sua durata, inoltre deve comunicare il compenso pattuito tra le parti. La comunicazione deve avvenire entro 3 giorni dall’instraurazione del rapporto di lavoro. La procedura si esegue telematicamente e in seguito il prestatore riceve un SMS o un e-mail che conferma il corretto esito della procedura. I soldi saranno poi versati dall’INPS al lavoratore entro il 15 del mese successivo rispetto a quello in cui è stata eseguita la prestazione. Il versamento avviene tramite accredito su conto corrente oppure con versamento da ritirare presso l’ufficio postale.

Limiti dei voucher colf e badanti

I nuovi voucher INPS per colf possono essere acquistati solo da privati e famiglie, cioè sono interdetti alle imprese, per queste vi sono altre possibilità. Questo non è però l’unico limite, infatti sono previste limitazioni anche per quanto riguarda l’ammontare totale utilizzabile. La prima cosa da dire è che ogni lavoratore può ottenere con i voucher INPS un ammontare massimo di 5000 euro annui.

Questa somma rappresenta il limite massimo cumulabile e può essere versato anche da più datori di lavoro. Ad esempio il lavoratore X può prestare servizio presso le famiglie Rossi, Bianchi e Blu e accettare in pagamento i voucher INPS, ma l’ammontare totale di queste tre collaborazioni non può superare 5000 euro.

Un limite è però previsto anche per il datore di lavoro. Questo, a sua volta, può stipulare questa forma di pagamento con più lavoratori occasionali, ad esempio può decidere di avere sia una donna delle pulizie, sia un insegnante di supporto al proprio figlio, ma per ogni collaboratore il limite massimo è di 2500 euro. In caso contrario il rapporto di lavoro si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Ovviamente questo limite vale anche per il lavoratore che non può quindi ottenere da ogni datore di lavoro più di 2500 euro annui.

Un ulteriore limite è rappresentato dal monte ore, infatti in base all’art. 54-bis, comma 20, del dl 50/2017 è di 280 ore.

Un’importante novità riguarda invece alcune categorie di lavoratori, infatti il compenso netto per il lavoratore che riceve un voucher INPS è di 8 euro, questo ammontare viene però aumentato nel caso in cui il prestatore sia uno studente con meno di 25 anni, disoccupato o percettore di sussidi al reddito.